Sweet Salgari e le magie del fumetto

A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna.

Queste le ultime parole scritte da Emilio Salgari, chiuse in busta, un ultimo grido di rabbia e impotenza nei confronti dei suoi editori prima di togliersi la vita.

Quanto Salgari abbia dato all’immaginario italiano, e non solo, è inutile dirlo; l’avventura, quella con la A maiuscola non può non fare i conti con la sua mastodontica opera. Lo sapeva benissimo Sergio Bonelli, tanto che i veri eredi dell’opera salgariana ancora oggi vivono nella Sergio Bonelli Editrice. Un rapporto quello tra Salgari e il fumetto, tra Salgari e Sergio Bonelli, che seppure in maniera trasversale, indiretta, ha preso forma in una bellissima biografia a fumetti firmata Paolo Bacilieri.

Sweet Salgari (non a caso dedicato a Sergio Bonelli) è un libro della Coconino Press uscito nel 2012; sin dalle prime pagine il tratto, lo stile, di Bacilieri (che definirei realismo magico, se non odiassi le definizioni) ci traghetta in una storia dal sapore agrodolce; al centro della narrazione sta, come un abisso, l’enorme distanza tra i sogni e la realtà. Quale distanza separa il Salgari delle avventure senza confini, nello spazio e nel tempo, e il Salgari schiacciato dai debiti, costretto alla penna, lavoratore forzato?

Ecco quale baratro mette in scena Bacilieri, quando contemporaneamente le didascalie riportano parti di romanzi di Salgari e le vignette mettono in scena il banale quotidiano, quando alla magia dell’infanzia si sostituisce l’orrore del suicidio.

«Che sia un libro da leggere, non ci sono dubbi. Chi ne avrà voglia mi dirà che effetto ha prodotto su di lui (o su di lei). Qualunque sarà il giudizio, non si potrà davvero dire che Bacilieri manchi di originalità: questa rimarrebbe in ogni caso una certezza.»[1]

Sono completamente d’accordo con questa affermazione di Barbieri, l’originalità è uno dei punti di forza di quest’autore; questo non vuol dire che Bacilieri stravolga la grammatica del fumetto con fare avanguardistico, ma che le sue soluzioni stilistiche sono sempre capaci di meravigliare per semplicità e funzionalità. In particolare mi ha colpito molto l’uso delle onomatopee, niente di sconvolgente o di roboante, ma un impiego attento e sapiente, capace di dare un tocco magico a molte scene. Ma procediamo con ordine.

È luogo comune pensare che nel fumetto una vignetta descriva nel tempo un solo momento e che l’illusione dello scorrere del tempo sia data da più vignette in successione, ma non è così, nei fumetti il tempo è il prodotto di vari ed eterogenei fattori in cui il lettore e la sua complicità fanno gran parte del lavoro. Il suono può esistere solo nel tempo, ecco allora che le onomatopee diventano un prezioso strumento per dare l’idea di un intervallo di tempo. Ora vorrei che vi soffermaste a osservare la tavola qui sotto: una scena notturna in cui è semplicemente raffigurata un’imbarcazione ormeggiata al molo.bacilieri1

Concentratevi, ora, sulla seconda vignetta: sarebbe solo un’immagine statica, un’istantanea, se non fosse per quei leggeri “tik” e “tok”.

Cosa succede in questa vignetta?

Qui, signori e signore, assistiamo a una delle portentose magie del fumetto; delle semplici onomatopee dilatano temporalmente quello che altrimenti sarebbe stato solo un bel disegno. Bacilieri ricorre a una comune memoria marinaresca suggerendoci con quei piccoli “tik” e “tok” il leggero scricchiolio di una nave dondolata mollemente dal mare; la vignetta si anima: quanto dura questa scena? Uno stato di sospensione, inoltre, è dato dalla rottura (parziale) della griglia, il tempo non è contenuto più dalla vignetta, ma si dilata, straborda, dando a noi il compito di decidere quanto vivere questo momento di magica sospensione.

Leggete, gente, leggete (senza pregiudizi per il linguaggio del fumetto) questo bel romanzo e vedrete le immagini animarsi, sentirete voci, suoni; e poi ditemi se questa è o non è magia.

Lorenzo Di Paola

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[1] Daniele Barbieri, Di Paolo Bacilieri ed Emilio Salgari, attraverso lo specchio.
http://www.guardareleggere.net/wordpress/2012/04/10/di-paolo-bacilieri-ed-emilio-salgari-attraverso-lo-specchio/