Gli italiani parlano ancora italiano? Quando un cinguettìo diventa virale

assistenti-di-lingua-italiana-1024x681Come promesso continuiamo l’esplorazione dei neologismi della lingua italiana con una termine nato dal nome di un social network e diventato un vero e proprio “stile di vita”: twittare.

Twitter è un servizio gratuito di social networking e di microblogging che permette agli utenti si postare messaggi sulla propria bacheca di una lunghezza massima di 140 caratteri; dalla brevità del testo deriva il nome della piattaforma che riprende il verbo inglese to tweet ovvero cinguettare.

Nato in America nel 2006 ha raggiunto il successo mondiale nel 2007; la sua grande diffusione ha avuto come conseguenza lessicale la nascita del verbo twittare, forma sintetica del più esteso “scrivere un tweet” o “scrivere un messaggio sulla bacheca di Twitter”; il termine è già stato registrato nella sezione dei neologismi del sito web della Treccani e cercandolo su Google si trovano 148.000 occorrenze; inoltre è ampiamente attestato tra le pagine delle principali testate giornalistiche italiane anche grazie al successo che ha avuto nel mondo della politica e dello showbusiness: cantanti, presentatori tv, ministri, deputati e persino il Papa twittano in continuazione i loro pensieri, mandano messaggi ad avversari, dispensano consigli, fanno persino campagna elettorale!

Il neologismo è ormai entrato così saldamente nell’uso comune da aver dato origine al un composto, retwittare (o anche ritwittare), che indica la condivisione dello stesso Tweet da parte di altri utenti del social network e ha creato anche una nuova accezione del verbo cinguettare, diventato sinonimo di twittare.tasto-per-twittare Quanti di voi si sono imbattuti in rete in un video o un’immagine virale? Fino a qualche anno fa di virale c’erano solo le malattie, da dove viene allora questo nuovo significato?

L’aggettivo virale viene introdotto in italiano nel 1961 come termine specialistico della medicina e della biologia con il significato di ‘relativo a virus’, ‘causato da un virus’, come si legge nel GRADIT1, per cui si hanno espressioni come infezione virale o carica virale.

Nel 2005 l’Oxford English Dictionary alla voce viral accanto al significato originario aggiunge un secondo significato:

Of, designating, or involving the rapid spread of information (esp. About a product or service) amongst customers by word of mouht, email, etc.

E alla voce virale del Vocabolario on line del sito web della Treccani troviamo:

agg. [der. di virus]. – 1. In medicina, di virus, causato da virus: infezione v.; malattie v. (v. virosi); epatite v. (v. epatite). 2. Che è proprio di un virus informatico. 3. Per estens., che si diffonde in modo rapido e capillare (sul modello dell’ingl. viral): diffusione v. (v.), marketing v. (v.), pubblicità v., video virale.2

Nell’ultima accezione il termine si diffonde in italiano dal 2008 in poi prima per designare le strategie di marketing che utilizzano il passaparola tra gli utenti della rete per pubblicizzare un prodotto e poi per indicare la condivisione di un contenuto multimediale (soprattutto filmati caricati sul canale YouTube) in Internet tra milioni di utenti attraverso social network, blog o altre forme di comunicazione online.

magnetiIl termine sta subendo un’ulteriore evoluzione: svincolato dal mezzo telematico, esso inizia ad essere usato per indicare la diffusione molto rapida di qualsiasi fenomeno non solo nel web ma anche nella vita reale e capita di sentire in giro frasi del tipo «Lo yoga ha avuto negli ultimi anni una diffusione virale» o «La moda dei jeans stretti è ormai virale».

Nel prossimo articolo vedremo da dove nasce la parola meme e cosa rispondere ad un amico che ci offre un’apericena!

Nike Francesca Del Quercio

1 GRADIT 2000: Grande dizionario italiano dell’uso, ideato e diretto da Tullio De Mauro, Torino, UTET, 2000.