Non credo esista un metodo vincente per insegnare scrittura creativa. Vi proporranno corsi con la stessa facilità con cui vendono lezioni di Zumba. Vi illustreranno gli errori grammaticali che commettete con maggiore frequenza, vi mostreranno le tecniche per migliorare il vostro stile, per fortificare i dialoghi o costruire personaggi che siano credibili, eppure questo non farà di voi un autore di best seller. I diplomi e le lauree non servono se non a colmare i vuoti sulle pareti di casa vostra. Non basta uscire da una scuola famosa per essere certi di poter battere con classe i tasti del vostro nuovissimo MacBook Pro. Potete imparare i rudimenti ma scrivere, inteso come quella magia che permette di trasformare parole in immagini ed emozioni, non si impara a scuola. Nessuno sarà in grado di spiegarvi cosa scrivere e come farlo, perché quello è dentro di voi, nella testa e nel cuore, è sempre stato lì in attesa di uscire, di prendere forma nelle pagine di un libro che abbia il vostro nome stampato sulla copertina.
Un vero scrittore ha l’obbligo verso se stesso e verso i suoi lettori di fare la differenza, di distinguersi dall’orda informe di scriventi, e per questo non ci sono regole che trascendano la passione e il talento. Un autore è una persona che ama la letteratura in modo viscerale e che magari inizia a prendere confidenza con la scrittura proprio per emulare le storie e i romanzi che lo hanno stregato. Non si va da nessuna parte senza la passione, anche se a volte ci rende ciechi, e senza quella dote misteriosa che in Italia, il paese dell’improvvisazione e del clientelismo, si tende sempre a dimenticare. Il talento, appunto. Quello si ha oppure no, ed è meglio capirlo subito invece di sprecare sogni ed energie a combattere contro i mulini a vento.
Ma qual è la miglior preparazione intellettuale per un aspirante scrittore?
Incoraggiante! Viviamo in un’epoca in cui tutti fanno gli scrittori, in Italia ci sono più libri pubblicati che letti, e la sua affermazione chiarisce qual è il rapporto fra la letteratura e la vita. Hemingway ritiene che la scrittura non possa prescindere dalla conoscenza del mondo e dall’esperienza. Scrivere comporta un impegno a tempo pieno con la vita da cui poter attingere materia prima per la scrittura.
Se potessi invitare alcuni tra i grandi nomi della letteratura contemporanea in una stanza e rivolgere loro quesiti sui misteri della scrittura creativa, ricaverei sicuramente una serie d’informazioni utili a comprendere qualcosa in più sul vero mestiere dello scrittore. Delle pillole di sopravvivenza per gli aspiranti autori:
Un decalogo. Consigli semplici sulla scrittura da parte di chi ha fatto della scrittura una ragione di vita. Suggerimenti che sembrano fondersi e amplificare il loro significato nella splendida poesia di Charles Bukowski, E così vuoi fare lo scrittore? (Guanda).
E così vuoi fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal
cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla
macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai solo per soldi o per
fama,
non farlo.
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun
altro,
lascia perdere.Se devi aspettare che ti esca come un
ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos’altro.
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.Non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall’auto-
compiacimento.
le biblioteche del mondo hanno
sbadigliato
fino ad addormentarsi
per tipi come te.
non aggiungerti a loro.
non farlo.
a meno che non ti esca
dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all’omicidio,
non farlo.
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.Quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da
sé e continuerà
finché tu morirai o morirà in
te.Non c’è altro modo.
E non c’è mai stato.
Antonio Lanzetta
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