Compalit2015: Con Dio o contro Dio

Una delle sessioni parallele del Giovedì 17, in tandem con la plenaria che è seguita nel pomeriggio, ha riguardato l’umorismo, la satira e la parodia in riferimento alle sacre scritture, alla religione in senso lato, a precise riscritture di figure bibliche, del senso del sacro e dei rituali.

Si sono susseguite undici relazioni, troppe per parlarne compiutamente in questa sede. Si potrà quindi discorrere brevemente solo di alcune. Vale tuttavia la pena ricordare i nomi dei relatori: David Matteini, Carolina Peringo, Florian Mussgnug, Stefania Rutigliano, Luigia Tessitore, Alfredo Palomba, Arianna Marelli, Paola di Gennaro, Eleonora Federici, Alessandro Cinquegrani, Chiara Ghidini.

La riscrittura della Genesi da parte di Mark Twain ne I diari di Adamo ed Eva è stata oggetto di una delle prime relazioni, a opera di Carolina Peringo. Scritti fra il 1893 e il 1905, questi due diari si mostrano come un sovvertimento del messaggio biblico, oltre che di una parodia dei personaggi stessi di Adamo ed Eva.

Twain si presenta come il curatore dei diari, e dunque come se si trattasse di un manoscritto ritrovato. I personaggi sono stereotipati: Eva, ad esempio, parla troppo (tanto da essere lei a dare il nome alle cose). La differenza fra i due è mostrata – letteralmente – anche dalle illustrazioni che accompagnano i due testi. Se per il diario di Adamo si tratta di opere simili a geroglifici, realizzate da Strothmann, quelle del diario di Eva, di Ralph, si avvicinano a un gusto più moderno e visivamente raffinato.

L’ironia permea l’intera opera: Adamo, tanto per cominciare, afferma di avere tutte le costole: già l’idea della creazione della donna come parte dell’uomo viene meno. E ancora, la mela diventa una castagna (in inglese, chestnut, che sta a indicare anche un vecchio scherzo arcinoto): ecco che ciò che ha reso l’uomo umano, con l’abbandono dell’eden è proprio l’ironia. Una battuta come peccato originale.

Interno

Anche la figura di Gesù è stata sottoposta a riscritture. Nella relazione di Paola di Gennaro si è affrontata la letteratura anglo-americana in relazione a questa parodia.

Si tratta, solitamente, di una scrittura in terza persona che narra in chiave comica gli eventi o i personaggi dei vangeli. Si pensi a romanzi come Il vangelo secondo Biff di Christopher Moore o A volte ritorno di John Niven. In quest’ultimo si vede un Gesù che torna sulla terra fra rock e marijuana per portare il suo messaggio: be nice.

La religione cristiana ha ciò che serve per poterne ridere: un’ipostasi, una personificazione (o concretizzazione) dell’astratto. E infatti su Gesù si concentrano queste parodie, che hanno fra loro caratteristiche comuni: un’ambientazione contemporanea, un ruolo sociale moderno dei personaggi, ironia su dogmi e particolari retroscena, riferimenti biblici precisi, nuove preghiere.

A chiudere la mattinata, la relazione di Chiara Ghidini sui funerali in Giappone. Già dall’800 si trattava di grandi parate, e nel secolo scorso si è arrivati a una sempre maggiore commercializzazione del rito funebre. Nel 1978 Matsura Reiko, nel suo romanzo Il giorno del funerale presenta la figura di una donna che piange a pagamento ai funerali, mostrando già la forte carica commerciale e di finzione che aveva assunto il rito.

Il progresso di questo sentimento del funerale giapponese ha portato in anni più recenti alla celebrazione di funerali per degli oggetti, come il cane robot Aibo per la sua uscita dal commercio nazionale. In aggiunta, naturalmente, ai funerali per gli animali, come è celebre il caso di Hachiko.

Si è arrivati a un tale livello di commercializzazione da far nascere diverse mode: provare le bare, truccarsi da morti per vedere l’aspetto che si avrà, e festeggiare una sorta di pre-funerale da vivi, così da salutare in maniera gioiosa e festiva la società.

 

Maurizio Vicedomini