Anna sta mentendo, e la verità che fa male

Anna sta mentendo è il nuovo romanzo di Federico Baccomo edito Giunti.

67577hLa storia ha per protagonista Riccardo Merisio, over 30, il quale dopo un periodo nero nella sua vita torna a sorridere, o quasi, con un nuovo lavoro presso la Dedala, società che si occupa di ricerche umane applicate a tantissimi campi, e una nuova ragazza, Anna. La vita di Riccardo sembra procedere con una certa carica di ottimismo da quando ha raggiunto un suo equilibrio. Una sera però proprio mentre sta chattando con Anna una delle fastidiosissime pubblicità che invadono le schermate dei nostri telefonini compare sul display di Riccardo. Si tratta dell’invito a scaricare un’applicazione dal curioso nome di WhatsTrue, più che un invito pare un obbligo, visto che ogni tentativo di impedirne il download si rivela inutile. Da questo momento iniziano ad accadere cose strane: tutte le attese risposte ai messaggi non sono solo più accompagnate dalla scritta “sta scrivendo…” , ma anche da “sta mentendo …” il tutto parte con Anna, ma la scritta sarà anche “Mamma sta mentendo…” e vale così per tutti i suoi contatti.

Riccardo non si dà pace, vuole saperne di più. Chi e cosa c’è dietro Whatstrue? E, soprattutto, perché Anna sta mentendo?
Anna sta mentendo è un intelligente, originale e ammaliante thriller psicologico sotto le mentite spoglie di una storia romanzata. Federico Baccomo, con la sua prosa magnetica, cristallina, la capacità di giocare abilmente con le parole, seduce il lettore portandolo in un’avventura psicologica intrigante che fa riflettere una volta di più su quella che ormai è diventata una nostra abitudine. Un romanzo che apre uno spaccato sulla nostra società, facendo riflettere sull’utilizzo delle moderne tecnologie e sulle loro conseguenze. Oggi la comunicazione massima è davvero un concentrato di bugie, dalle famigerate fake news a quelle più innocenti tra amici per evitare un’uscita serale indesiderata.
Se qualcuno inventasse un modo per smascherarle tutte probabilmente molte relazioni finirebbero prima. In America ad esempio ha preso piede un movimento chiamato Radical Candor, secondo il quale dovremmo essere sempre totalmente sinceri, con chiunque e riguardo a qualsiasi aspetto della vita. Alcuni giornalisti lo stanno mettendo alla prova, e uno di questi ha raccontato nel suo articolo che nel giro di un mese per poco non divorziava.

Il messaggio che probabilmente l’autore spera di far arrivare è come la bugia non meriti di essere considerata una cosa esclusivamente negativa, anzi. Se solo ogni tanto ci fermassimo a guardare il mondo da una prospettiva leggermente diversa, a chiederci cosa siano la verità e la menzogna e a interrogarci sulle persone che abbiamo di fronte magari proprio quelle delle quali ci fidiamo ciecamente: conoscere vite diverse porta inevitabilmente a comprenderle, e forse si conosce molto più facilmente attraverso una bugia.

Anna sta mentendo offre un’ampia visuale sulle nostre insicurezze e sulle menzogne che raccontiamo ogni giorno.
Impossibile non innamorarsi e lasciarsi prendere dallo stile dell’autore che io, per mio modesto parere, ho trovato vagamente simile a De Silva (che tanto adoro), per quell’ironia finissima, spontanea tutta maschile mai eccessiva o fuori luogo.

«Sai qual’è la differenza tra la vita e una siringa?» disse Marcello.
«Una puntura.» lo corresse Carlo. «Tra la vita e una puntura.»
«Una siringa, una puntura, è lo stesso.» disse Marcello.
«Non è per niente lo stesso.» disse Carlo.
«Senti, vuoi dirla tu?»
«No.»
«E allora lasciamo fare.» disse Marcello, e voltandosi verso un’amica di Anna, una biondina di cui Riccardo non ricordava il nome – Alessandra, Alessia, qualche cosa del genere – disse «Ok. Qual’è la differenza tra la vita e una siringa?»
«Allora sei veramente idiota.» disse Carlo.
«Lasciala indovinare.» disse Marcello.
«Non deve indovinare.» disse Carlo. «Devi dirglielo tu. Tu fai la domanda, lei ti dice non lo so, tu aspetti un secondo, poi le dici la risposta. Ta-dah, risata. È così che funzionano le barzellette.»
Alessandra/Alessia si godeva il ping pong tra Marcello e Carlo. Agitò le mani come dire: smettetela di litigare, e disse «Ok. Non lo so.»
[…] «Nessuna differenza. Entrambe sono brevi, fanno male e ti sorprendono spesso con le braghe abbassate.»

È sicuramente un romanzo che consiglio, anche per l’empatia che facilmente si sviluppa verso il protagonista che a tratti pare prendere il lettore per mano e accompagnarlo nel suo stesso viaggio, fatto di dubbi, incertezze, paure e insicurezze della sua e della nostra coscienza.

Forse, a volte è la verità a rovinare i rapporti tra le persone, ben più di una piccola bugia. o No?

Anna Chiara Stellato