“World War Z. La guerra mondiale degli zombi” è il secondo romanzo di Max Brooks, il figlio di Mel Brooks e Anne Bancroft. Dal testo è stato tratto il film omonimo con protagonista Brad Pitt.
All’inizio, il libro doveva chiamarsi “Zombie War”. Alla fine, per disaccordi tra autore e editore, ha prevalso il titolo partorito in modo scherzoso dall’agente dello scrittore, Ed Victor: “World War Z: An Oral History of the Zombie War”. L’editore italiano ha poi scremato il riferimento alla tradizione orale.
World War Z è un finto reportage dai toni seri, che indaga una realtà ideata in modo tanto puntuale da rendere verosimile una storia di pura fantasia e rinnovare un genere ormai ben consolidato. Il libro sembra basato su un’importante ricerca riguardante le possibili reazioni politiche a un’epidemia affine a quella trattata.
Lo svolgimento della guerra si articola attraverso brevi “testimonianze dirette” legate tra loro solo dalla tragedia che contribuiscono a tratteggiare. Seguiamo la disperata guerra totale ai morti viventi, dalle premesse in un piccolo villaggio cinese fino al suo dilagare nel mondo.
World War Z osserva la nostra realtà attraverso lo specchio deformante del mostro partorito dalla fantasia. Con questo approccio, il lettore può guardare i propri difetti senza trovarsi forzato (almeno a un primo livello di lettura) a riflettere sui propri simili. In fondo, si tratta di una storia di finzione, un racconto che attua una funzione catartica.
Se si supera, tuttavia, la semplice “storiella”, tra le pagine del libro si possono individuare le opinioni politiche dell’autore. Gli indizi sono diversi: l’Intelligence che scopre il problema in anticipo e lo ignora, “Big Pharma” che guadagna con un falso vaccino, Israele che chiude i confini mentre il Canada li apre, gli Stati Uniti che hanno come soluzione finale la guerra…
E la guerra e le reazioni umane sono le vere protagoniste del testo, mentre i morti viventi risultano archetipici e manca quasi del tutto la tensione tipica dell’horror. Tutto ruota intorno alle svariate reazioni umane di fronte al conflitto, per mostrare le quali il testo si slega dalla presenza di protagonisti univoci e da ambientazioni di riferimento che guidino attraverso l’intreccio.
World War Z è un testo atipico, che eleva il genere horror a una dignità che in Italia non sempre gli viene riconosciuta.
Emilio Ilardo
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