Quanto misteriosi e abissali sono i legami che tengono insieme le famiglie? Quale sortilegio innesca la fiamma che spinge due persone ad amarsi? Dove nasce la tensione che dura una vita intera tra una madre e un figlio? Perché un fratello e una sorella diventano più forti tenendosi stretti l’uno all’altra? Come spiegare la compassione che affiora dalla rivalità? Quanto dura la scia di quel che si è provato quando un grande amore si dissolve?
Federico Pace in Scintille (Giulio Einaudi Editore) ci svela racconti e storie di incontri che spesso decidono il nostro destino. Padri, madri, sorelle, uomini, amici e quell’ invisibile filo che li tiene uniti. Raccontando le relazioni che intessiamo durante la nostra vita con chi ci sta accanto o chi incontriamo solo per un breve tratto della nostra vita, l’autore descrive con una delicatezza a volte destabilizzante la natura sempre così incerta e labile dei rapporti umani. Svela i sentimenti più profondi che alimentano la nostra quotidianità e danno senso a ciò che siamo.
Ciascuno di noi è quel che è anche, e soprattutto, in ragione delle persone che ha incontrato.
La struttura scelta dall’autore è quella di una raccolta: sedici mini racconti, ciascuno della durata di una sera, un pomeriggio d’estate, di un incontro. La scelta è quella di focalizzarsi su quei piccoli istanti, quei minuti che poi potrebbero cambiare tutto: quell’istante in cui una persona irrompe nella nostra vita. I protagonisti di questi racconti variano, sono personaggi storici, musicisti, artisti. Non è facile identificarli, in quanto la loro celebre identità viene spesso celata o racchiusa in piccoli indizi, ma ciò è abilmente scelto e voluto dall’autore, poiché quello che si racconta non è la persona, il personaggio storico famoso, non è una curiosità che magari non si conosceva della vita di quel personaggio, bensì quello che si vuole raccontare è un legame che non deve la sua eccezionalità al fatto che si tratti di John Lennon e Paul McCarteny, ad esempio, ma al semplice fatto che accade, che scocca come una scintilla.
Tutti gli incontri raccontati sono spaccati di arte, storia, letteratura, musica; fanno si che il lettore si senta pienamente coinvolto in questi rapporti di collaborazione, ammirazione, gelosia, alter ego; un insieme di sentimenti complessi, contraddittori, attraenti.
Albert Camus candidato al Nobel e la madre analfabeta, Il fratello minore di Ernesto Che Guevara, Maria Callas e la sorella, Sophie e Hans i giovani fratelli che si opposero alla dittatura di Hitler, Dostoevskij e il terribile padre, il saggio Nelson Mandela e il suo giovane carceriere e tanti altri.
Ognuno di questi rapporti nasce, e può nascere, da una situazione diversa: può trattarsi di un incontro casuale o di una rete di relazioni che lo rendono inevitabile. Quante volte nella folla uno sguardo, un sorriso, un volto cadono nel nulla, ma a volte lo sguardo, lo sfioramento fortuito si può trasformare in qualcosa di importante, in una di quelle Scintille che decidono i nostri destini.
C’è sempre un’altra persona ancora da cui farci impressionare, sfiorare e mutare. Qualcuno con cui condividere un interstizio di esistenza inattesa. (…) Un’altra persona di cui abbiamo bisogno per intuire e comprendere quello che non siamo riusciti ad afferrare.
Scintille è un libro leggero, senza pretese, che si propone di raccontare con sincerità i momenti salienti delle vite di quelle persone che hanno fatto la storia, e di come ci siano riusciti sempre e soltanto grazie all’influenza di qualcun altro, consapevole o inconsapevole, vicino o lontano.
I racconti sono l’uno indipendente dall’altro e di lunghezza complessivamente breve. Ricco di insegnamenti e approfondimenti sui meccanismi dell’animo umano, sulla memoria, sul ricordo, sulla creatività, sulla fantasia, sulla mancanza, sulla comunicazione. Ogni racconto è intervallato spesso da esempi antichi, legati al mondo della mitologia, della letteratura o della fiaba, come Amore e Psiche o Hansel e Gretel, che riescono ad immergere il lettore nella magia delle Scintille: per Rodin lo spunto viene da Sakuntala e Dushyanta, gli amanti del poema epico indiano Mahābhārata, la competizione tra i campioni degli scacchi è resa dal paragone con Ettore e Achille. El Che e suo fratello Juan Martín Guevara, emblematici del complesso rapporto tra fratelli fatto di ammirazione, senso di colpa, confronto, seduzione e ombre, diventano Castore e Polluce, mentre l’amicizia tra Truffault e il suo giovane attore segue i ritmi concitati della passione di Madame Bovary.
Alla dimensione letteraria e quasi musicale appena descritta si aggiunge un piano visivo, tipico di una scrittura che parla per immagini, come se ogni racconto fosse un quadro animato. I protagonisti, noti o notissimi, perdono la loro aura di inarrivabilità e diventano semplicemente Paul, Camille, Boris, Mary e Hannah, Nelson, Hans: persone comuni che, sebbene paragonati a semidei, nobildonne e altri eroi, nello scontro con la vita ridiventano gelosi, sognatori, infantili, curiosi, innamorati, addolorati, entusiasti, comprensivi, affascinati. Uomini e donne come noi, nel vortice delle loro relazioni.
Anna Chiara Stellato
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