La quinta generazione di reti mobili: il 5G

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È da molto tempo che si può notare quanto esponenzialmente sia cresciuto il numero di dispositivi connessi alla rete. Se inizialmente a ogni persona corrispondeva un solo dispositivo, al giorno d’oggi, osservando le… Continua a leggere

Lettere dalla Kirghisia: il sogno di una società a misura d’uomo

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Esiste un Paese dove si lavora tre ore al giorno, dove a 18 anni ogni cittadino riceve una casa, dove i bambini apprendono giocando all’aria aperta e dove nessuno si ammala più, e… Continua a leggere

Tutto quello che mi succede è colpa mia. Brevi frammenti umoristici

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“Tutto quello che mi succede è colpa mia” (Echos, 2017) è un’agevole raccolta di racconti, una piacevole lettura che non manca di far affiorare sulle labbra un sorriso di complicità. Il libro raccoglie semplici… Continua a leggere

Il seducente gioco della scrittura di Auster in “Trilogia di New York”

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Tre racconti – Città di vetro, Fantasmi, La stanza chiusa – uniti da un filo invisibile, non da una storia, né da un personaggio, ma da una sensazione. È il sentimento del vuoto,… Continua a leggere

Kurnugia di Paolo Capponi. Il male è di casa a Bologna.

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A Bologna c’è una strada che si chiama via Saragozza. Ha un aspetto signorile, costeggiata lungo i lati da palazzi rossicci, tutti archi e porticati alla base, che recano su di sé la… Continua a leggere

Robinù e la paranza dei bambini

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Il termine paranza viene dal mare. Chi nasce in una città come Napoli lo sa bene. Paranza è il nome delle barche che di notte escono e vanno a caccia di pesci piccoli,… Continua a leggere

Arte e contraddizioni. La Venere Dobner di Villani

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Un abbinamento poco usuale è alla base de La Venere Dobner di Antonio Villani, ventottenne napoletano, già da tempo dedito alla scrittura di racconti brevi, ora alle prese con il suo primo romanzo… Continua a leggere

Al buio: un gioco prospettico

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Al buio (Intermezzi, 2017) parla di un improvviso blackout avvenuto nel bel mezzo della festa di fine estate di Pignasco a cui le due voci narranti, Carlotta e Andrea, stavano partecipando. Ma non è… Continua a leggere

L’eterno schiavo nelle Strade di notte di Gazdanov

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Fazi Editore ha da poco pubblicato Strade di notte di Gajto Gazdanov nella traduzione dal russo di Claudia Zonghetti (l’originale è del 1941, e una traduzione italiana era già stata pubblicata alcuni anni… Continua a leggere

Astrazione ed empatia: “Il figlio” e il cinema dei Dardenne

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 Lo stile registico dei fratelli Dardenne, che oggi ci appare così riconoscibile e compiuto (e con il sospetto, nell’ultimo film, di una padronanza tale da sfiorare la maniera), è frutto di una elaborazione… Continua a leggere

Giovanni Bernini, il poser di Jacob Rubin

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Il miracolo del mondo, signor Vandaline, è che nessun travestimento è perfetto. In ogni persona, non importa quanto sia elegante, esiste una cucitura, un filo che spunta. È come un brufolo che il… Continua a leggere